I finanziamenti pubblici nel settore del cinema e dell’audiovisivo ed i contenuti pornografici. La pornografia è arte o l’arte può essere pornografica?

Tra proibizionismo e disinteresse del diritto.

Ci sono situazioni e fenomeni, i quali interessano la morale e i sentimenti, che ci si chiede se debbano diventare oppure no questione giuridica ovvero se debbano essere addirittura proibiti, poichè immorali.

E’ il caso della pornografia che in Italia non è proibita, ma scoraggiata, socialmente disapprovata, ciò affinchè – pur essendo lecita – non diventi automaticamente morale. In Italia, manca una disciplina specifica ed omogenea che regolamenti il fenomeno. Tuttavia, dal fatto che esista nella legislazione tributaria italiana un’imposta sul porno – ex art. 1, comma 466 della legge finanziaria 2006 introduttiva della c.d. porno tax ed art. 31 del successivo decreto legge n. 185/2008, convertito in legge n. 2/2009 – se ne deduce che non sia un’attività illegale.

I finanziamenti pubblici per le opere audiovisive a contenuto pornografico. Il fenomeno italiano del porno al femminile.

Fece discutere tempo fa il caso dell’artista e regista spagnolo, Conrad Son, che ricevette un finanziamento pubblico dalla regione catalana per produrre una serie di film porno-erotici in lingua catalana. L’amministrazione regionale catalana approvò il finanziamento come parte di un progetto che aveva come scopo quello di promuovere la storia e la lingua catalana “attraverso qualsiasi mezzo di comunicazione”. Naturalmente, la decisione non trovò tutti d’accordo e le critiche furono tantissime.

In Svezia, l’antologia di cortometraggi porno, “Dirty Diaries”, girati da registe donne, è stata finanziata dal governo svedese ed in Francia la serie di corti porno-femministi è stata prodotta da Canal+ ed ospitata al Festival di Cannes. A Berlino, il film della regista spagnola Paola Calvo “Violently Happy” ha partecipato ed è stato premiato in numerosi Film Festival in Germania.

In Italia, invece, con decreto n. 303 del 2017 del Ministero del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, sono escluse dal sostegno finanziario da parte dello Stato, previsto dalla Legge n. 220/2016 (cd. Legge CInema), le opere cinematografiche a carattere pornografico. L’intento è chiaramente quello di scoraggiare l’industria cinematografica pornografica e, conseguentemente, non considerare come artistiche e meritevoli di essere finanziate le opere audiovisive a contenuto pornografico. Dall’Europa, al contrario, con il Sottoprogramma MEDIA di Europa Creativache sostiene con 824 milioni di euro l’industria europea del cinema e dell’audiovisivo nei settori di sviluppo di progetti audiovisivi e videogames, produzione di opere televisive, distribuzione, formazione, e promozione – non tutte le call for proposal prevedono tale ipotesi di esclusione, ma è presente per esempio nel bando EACEA Sviluppo di Progetti Singoli.

Eppure, in Italia come in Europa, il fenomeno è in crescita. A Madrid, nei giorni scorsi (11-13 Aprile) si è svolto il Festival del Cinema Erotico ” La Boca Erotica”. Solo in Italia, ricordiamo il Festival “FishandChips” ovvero l’International Erotic Film Festival di Torino ed a Catania a breve – nei giorni 24, 25 e 26 Maggio – si terrà “Vieni?CataniaPornFest19.

Bisogna ricordare anche il movimento, nato recentemente in Italia per opera di un gruppo di registe italiane,  Le Ragazze del Porno, che da un po’ di tempo lavorano a un progetto di film porno-erotici, sulla scia di alcune registe svedesi. Del gruppo fanno parte le registe Mara Chiaretti, Tiziana Lo Porto, Anna Negri, Regina Orioli, Titta Cosetta Raccagni, Lidia Ravviso, Emanuela Rossi, Slavina, Roberta Torre, Erika Z. Galli, Martina Ruggeri e Monica Stambrini, conosciuta dal grande pubblico per i i film porno-femministi che ha diretto, “Queen Kong” e “ISVN” con Valentina Nappi.

Forse questi fenomeni segnano la nascita di un nuovo genere cinematografico, il realismo sessuale (come lo ha definito la Stambrini). In tutti questi progetti, che vanno dal cinema e passano attraverso blog (@clitoridea) e progetti editoriali indipendenti (@ossi.fanzine), la componente femminile è preponderante. Le ragioni politiche a volte superano il gusto estetico. E’ in atto una seconda rivoluzione sessuale, un nuovo femminismo che vuole che le donne si approprino di spazi, di luoghi, di immagini che fino a poco tempo fa erano di dominio esclusivo degli uomini.

Il porno è arte o l’arte può essere porno?

Per molti arte e pornografia sono concetti alternativi fra loro, la cui linea di demarcazione sta nella finalità: artistica per la prima, di stimolare l’eccitazione ed il desiderio sessuale per la seconda. Quindi, l’arte pornografica o la pornografia come opera artistica non esiste, sarebbe un ossimoro. Ma chi stabilisce se è artistica o meno? Dipende dal contesto in cui le cose si collocano? Un qualunque oggetto in un museo è arte, ma si potrebbe dire la stessa cosa della pornografia? O al momento solo la pornografica sublimata in arte erotica è socialmente approvata e considerata come forma d’arte? O forse ciò che è considerato pornografia può cambiare a seconda del contesto e dei tempi?

A Londra, l’artista Alva Bernardine – che ha lanciato il movimento chiamato appunto “Bernardinismo” – ha tapezzato nel 2011 le strade della città con immagini relative alla sua campagna Pornography As Art”, con l’intento di sovvertire provocatoriamente il concetto di arte e depurarlo da moralismi.

Forse per comprenderla, basterebbe vederla per quello che è: la mera rappresentazione – mediante i diversi linguaggi, fotografico, cinematografico, letterario ecc… – di un’esperienza umana.

Voi che ne pensate?

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